Film in DVD


EX-DRUMMER


TITOLO: EX-DR
UMMER
ANNO: 2008
REGIA: KOEN MORTIER
CON: DRIES VANHEGEN, SAM LOUWYCK, NORMAN BAERT
MUSICHE:  ARNO, MILLIONAIRE, FLIP KOWLIER & GUY VAN NUETEN   
BASATO SU UNA NOVELLA DI HERMAN BRUSSELMANS
DISTRIBUZIONE: L’ALTROFILM

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Un film dedicato al mondo della musica Rock-Punk con un cast di attori sensazionale, tratto dall’omonimo best-seller fiammingo di Herman Brusselmans.
Tre musicisti disabili, drogati marci, stanno cercando un batterista per la loro Rock band. Dries,  un famoso scrittore, sembra l'uomo giusto per partecipare al più grosso raduno di musica fiammingo. Una gara senza esclusioni di colpi. E’ necessario che anche Dries abbia un’ invalidità: così si inventa di non saper suonare la batteria. Nascono i The Feminists. Gli altri membri della band sono:  Koen, un violento stupratore; Ivan, un rozzo tossico finto sordo; Jan, un omosessuale con complessi materni. Dries viene risucchiato dal fascino che prova nei confronti dei The Feminists. Ma lo stesso cercherà di manipolarli fino a portarli ad odiarsi spietatamente l'un l'altro…Però la verità non è come appare....
“Ex-Drummer si muove in diverse direzioni. Da una lato vi è un rock'n'roll di nicchia che come micro-biosfera considero cinematograficamente estremamente interessante. D’altro canto invece ci sono i piccoli e numerosissimi localini dove, di continuo, inseguendo il successo, suonano tantissime rock band: un ambiente particolare e grottesco. Ogni villaggio nelle Fiandre ha una o due band che, in modo bizzarro, sembrano essere le più famose del mondo, invece sono conosciute solo nel loro piccolo villaggio. Creano il proprio mondo di cliché di rock'n'roll che spesso termina nella pazzia e nell'abuso di droghe.  
La musica è uno degli elementi più importanti dei miei lavori. Ex Drummer è un sperimento musicale. Credo che sarà un film “orecchiabile”, cosa logica dato che la maggior parte della storia si svolge in mezzo ai concerti. Ho utilizzato talenti musicali e canzoni note proprio per non dare l'impressione che i personaggi stessero vivendo fuori dal mondo”. Koen Mortier

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LA RABBIA

  TITOLO: LA RABBIA
  ANNO: 2007
  REGIA: LOUIS NERO
  CON: FRANCO NERO, NICO ROGNER, FAYE DUNAWAY, GIORGIO ALBERTAZZI
  MUSICHE: TEHO TEARDO
  TEMA MUSICALE: LUIS BACALOV
  PRODUZIONE: LOUIS NERO FILM


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Il tema molto particolare del progetto, che descrive bene la situazione cinematografica anche straniera, è stato la carta vincente che ha permesso il successo del film all’estero e la sua successiva vendita in molti paesi.
Caso straordinario nella storia del cinema indipendente italiano è la partecipazione di un cast eccezionale, tra cui il Premio Oscar Faye Dunaway e il Premio Oscar per  le musiche de “Il Postino”  Luis Bacalov, il popolare attore Franco Nero ed altre star di caratura internazionale.
Tali adesioni ad un “piccolo” film indipendente manifestano che anche personaggi di alto calibro sentono come loro il malessere verso un sistema cinematografico che schiaccia il cinema come espressione artistica. La Rabbia, infatti, si connota come lavoro di denuncia nei confronti di un cinema che ha tutte le caratteristiche di un'industria, e non ha, spesso, più niente a che fare con la sua missione artistica iniziale, che era quella di muovere e di elevare l'animo umano, come cita uno dei personaggi de La Rabbia: "L'umanità esiste per creare opere d'arte".
Solo la rabbia guida le azioni del protagonista, la rabbia se ben incanalata, come tutti gli autentici sentimenti, diventa una forza, il motore interiore che alimenta la voglia di riscatto, e non permette la resa.
Il film tratta seriamente l'argomento senza per questo escludere l'ironia sull’universo del cinema, e sui suoi personaggi. Vuole essere omaggio alla sua magia, all’illusione che la proiezione crea, ma tuttavia affronta un problema reale, la difficoltà di portare a termine un processo creativo per la mancanza di budget. Esperienza che rispecchia appieno quella del regista Louis Nero senza tuttavia essere un lavoro autobiografico. Il tema de “La Rabbia” nasce quindi da un percorso personale, dal desiderio di comunicare a più pubblico possibile, dalla voglia di raccontare l’ideale estetico, la lotta con i problemi economici, le relazioni personali.
La storia raccontata è quella di un giovane regista che tenta disperatamente di realizzare un film. La visione del mondo da parte del protagonista muta in relazione agli stati di paura e determinazione che si alternano nella realizzazione del suo personalissimo progetto. Assorbito totalmente dal suo sogno, anche quello che appare come l’unico legame sentimentale, il rapporto con la fidanzata convivente, diventa sempre più blando fino a spezzarsi del tutto.
Unico scopo del suo passaggio sulla terra è quello di lasciare un segno tangibile, attraverso la creazione di un racconto per immagini.
Agli incontri del regista con due amici sceneggiatori in un bar fumoso, o con il vecchio mentore sotto il dehor di un locale deserto, fa da sfondo un paesaggio onirico e, a tratti, spettrale che urla tutto il suo materialismo, la città. Si aggiunge la figura mitica del produttore, personaggio centrale per il raggiungimento dello scopo.
Sarà un’azione estrema ¬ suggerita da una frase di  Bertolt Brecht, ¬ ovvero la rapina di una banca per autoprodursi, a dare una chiave universale a tutta la vicenda. Ora bisogna distribuire il film e il distributore non è figura poi dissimile da quella del produttore. Quindi il quesito finale è: conviene combattere per i propri ideali o seguire la lastricata via del denaro facile?
Lui la risposta la conosce.

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PRINCIPESSA

TITOLO: PRINCIPESSA
ANNO: 2009
REGIA: GIORGIO ARCELLI
CON: MORENA SALVINO, RICCARDO LUPO, MICHELE RIONDINO, PIERA DEGLI ESPOSTI
MUSICHE: LOUIS SICILIANO
PRODUZIONE: FILMARIA, FILMON
DISTRIBUZIONE: L’ALTROFILM

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Matilda è una ragazza di provincia che vive di espedienti tra cui quello di interpretare il ruolo di principessa in rievocazioni storiche in costume . Come tante donne della sua età non ha grandi progetti pur avendo dei sogni. L’amore le sfugge di mano e così Matilda si ritrova incinta. Pietro, il suo ragazzo, non vuole assumersi alcuna responsabilità. Così Matilda decide di interrompere la gravidanza sostenuta dall’amica  Anna, una pittrice alla moda che vede in lei una proiezione di se stessa. L’incontro con Andrea, un marchese un po’ impacciato ma gentile, le regala momenti di serenità in questo periodo difficile. Colto alla sprovvista Andrea presenta Matilda alla madre, la marchesa Elena Branciforte, come la fantomatica duchessina Scotti Panfini. Matilda, divertita da questo gioco delle parti, si dimentica dei suoi problemi. La marchesa Elena, che non è per niente convinta delle sue nobili origini, aspetta la partenza di Andrea per Londra per poter finalmente mettere la sventurata Matilda sotto torchio. 

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MARIO IL MAGO

TITOLO: MARIO IL MAGO
ANNO: 2009
REGIA: ALMASI TAMAS
CON: FRANCO NERO, NYAKO JULIA, VITTORIO MARSIGLIA
MUSICHE: DÉS LÁSZLÓ
PRODUZIONE: NO LIMIT INTERNATIONAL
DISTRIBUZIONE: L’ALTROFILM

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“Mario il Mago” è un film tratto da una storia vera accaduta in un piccolo villaggio ungherese.È ambientato dopo la caduta del muro di Berlino, quando democrazia e capitalismo fanno capolino nei paesi dell’Est. Qui vengono aperti numerosi stabilimenti a basso costo che sfruttano la manodopera locale. In questo quadro si sviluppa la storia dell’ungherese Veronica e di Mario, l’affascinante imprenditore italiano, la cui venuta nell’Est genera un clima di cambiamenti e di libertà. In tale magia, creata anche dal mistero del bel Mario, Veronica rimane totalmente ammaliata.   Precede l’arrivo di Mario, il simpatico italiano Gerardo, che regalerà alle signore momenti gioviali, costruendo, all’interno della fabbrica, un’atmosfera divertente e familiare. Ma l’incanto è presto spezzato, e ci troviamo ad assistere, pur in toni leggeri quasi da commedia, al dramma di una donna, al cambiamento graduale del suo carattere, alla pazza, strepitosa passione del suo amore, fino ad un tragico, inaspettato, epilogo.

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HANS

TITOLO: HANS
ANNO: 2004
REGIA: LOUIS NERO
CON: DANIELE SAVOCA, FRANCO NERO, SIMONA NASI
MUSICHE: TIZIANO LAMBERTI
PRODUZIONE: LOUIS NERO FILM
DISTRIBUZIONE: L’ALTROFILM
VENDITE ESTERE: WIDE MANAGEMENT


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Il lungometraggio trae ispirazione dall’ incontro tra il teatro dell’assurdo di Adamov e le teorie freudiane sull’isteria. Il film analizza una paranoia  e la sua evoluzione in un individuo altamente disturbato, il protagonista Hans Scabe.

La schizofrenia viene raccontata a partire dall’infanzia di Hans fino alla sua morte.
Non è analizzata in terza persona o da un punto di vista esterno, come nella maggior parte dei film che trattano questo tema, ma in prima persona. Lo spettatore è quindi partecipe delle visioni e dei sentimenti che prova Hans quando si trova in stato di allucinazione.
Egli è un soggetto disturbato fin dalla giovane età, a causa di una predisposizione ereditaria, e dei comportamenti psicotici della sua famiglia: il padre malato mentale cronico è succube della moglie; la madre è una donna dai costumi “particolari”. In età adulta, la malattia di Hans regredisce al punto da raggruppare le paure e gli odi di tutta la società in cui vive, dove la discriminazione razziale è molto radicata e condivisa dai detentori del potere giudiziario.
La paranoia di Hans con gli anni evolve in una fobia verso i rifiuti e la loro crescita spaventosa, fino alla conclusione che il mondo sta accumulando tutti quei rifiuti per farglieli, un domani, ingurgitare tutti. Un giorno, mentre sta guardando un documentario sulle popolazioni di colore, la sua malattia lo porta ad associare la presenza così numerosa della popolazione di colore alla produzione dei rifiuti, concludendo che i neri ne sono direttamente responsabili, e che quindi lo vogliono uccidere e fargli ingurgitare tutti i rifiuti della Società.  Il suo odio si dirige verso di loro.
Alcuni anni dopo, Hans sembra essere guarito e, grazie all’aiuto di uno psichiatra, risolve apparentemente i suoi problemi mentali. Nel corso del film appariranno tre psichiatri molto importanti ( Dott. Freud, Dott. Jung, Dott. Hillman ), interpretati da tre ragazzi down.
Hans Schabe dirige ora una società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. Un giorno, di ritorno a casa, uno stimolo esterno fa riemergere  con più forza di prima le sue fobie, Inizia quindi a vagabondare per le strade della città dove le sue visioni si mescolano alla realtà.
Nei giorni seguenti vede in un vicolo una coppia di persone di colore che fa l’amore, istintivamente decide di malmenarli e di violentare la donna. Dopo alcune ore viene ritrovato dalla polizia nella sua abitazione in stato d’incoscienza, e immediatamente viene portato in galera e subito processato.
Il processo è più immaginario che reale. Durante il dibattimento in tribunale emerge chiaramente, sia tra il pubblico ministero, sia tra gli avvocati e lo stesso giudice, l’odio nei confronti delle persone di colore, quasi al punto da assolvere il protagonista. Quando però il giudice capisce che l’imputato, per salvaguardare la propria incolumità, sarebbe disposto ad uccidere qualsiasi persona, anche di razza bianca, viene immediatamente condannato e rinchiuso in manicomio.
In manicomio la sua malattia raggiunge il culmine: quando un’ infermiera di colore entra nella sua cella per portargli da mangiare, viene violentata ed uccisa; dopo alcuni minuti e dopo aver avuto un’altra visione, Hans Scabe si ritrae verso uno specchio dove vede la sua immagine riflessa con un volto di una persona di colore, e su questo interrogativo termina il film.
Hans, anti-eroe per eccellenza, è una vittima della Società e con il suo sacrificio ne diventa anche il capro espiatorio.
La volontà di trattare “il razzismo dalla parte del razzista”, muove dal presupposto di sottolineare con maggior efficacia questa terribile condizione di pregiudizio e di discriminazione, nel momento in cui sembra che il cinema “ufficiale” faccia finta che questo tema sociale appartenga al passato, volgendo lo sguardo verso temi differenti e più superficiali.
 
 
PIANOSEQUENZA

 TITOLO: PIANOSEQUENZA
 ANNO: 2003
 REGIA: LOUIS NERO
 CON: DANIELE SAVOCA, SIMONA NASI, GIORGIA CARDACI
 MUSICHE: TIZIANO LAMBERTI
 PRODUZIONE: LOUIS NERO FILM
 DISTRIBUZIONE: L’AL
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L’ idea nasce dalla volontà di realizzare un film di due ore, riprendendo la storia in un’ unica lunga sequenza, senza tagli o montaggio di alcun tipo.Un progetto ambizioso, un tentativo di realizzare qualcosa di originale e di mai fatto, arrivando dove anche alcuni grandi si sono dovuti fermare. Basti pensare ai problemi tecnici incontrati da Hitchcock con il suo " Nodo alla gola ", fermato dal ricambio della bobina che doveva essere sostituita con una nuova, oppure  a " Fino all'ultimo respiro " dove Godard fa camminare in lungo e in largo i suoi protagonisti sugli Champs Eliseè, realizzando con questa tecnica solo alcune sequenze ma non un film intero.“Pianosequenza” è una scommessa ed insieme una provocazione. Un unico lungo respiro che rimane attaccato ai personaggi senza dare tregua, captando con l’agilità della camera mobile ogni minimo dettaglio, qualsiasi variazione espressiva  dell’attore.Il film vuole giocare con il tempo ed appropriarsene. Tempo reale, non il tempo fittizio, tempo percepito, e questa è  la rarità, allo stesso modo da attore e spettatore. Il tema del film nasce da una riflessione su caso e destino.

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GOLEM

TITOLO: GOLEM
ANNO: 2001
REGIA: LOUIS NERO
CON: MARCO GIACHINO, ANTONIO VILLELLA, SAVINO GENOVESE
VOCE NARRANTE: MONI OVADIA
MUSICHE: FABRIZIO BERTOLAMI
PRODUZIONE: LOUIS NERO FILM
DISTRIBUZIONE: L’ALTROFILM
VENDITE ESTERE: WIDE MANAGEMENT

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Caso raro di film indipendente che dopo il successo ottenuto in sala (distribuito in 23 città), riesce a convincere una delle major cinematografiche più importanti in Italia (Medusa film) ad investire nella distribuzione home-video, permettendo così ad un film estremamente originale di avere un effettiva presenza sul mercato italiano ed europeo.
“Golem”, il titolo scelto dal regista Louis Nero per il suo lungometraggio, evoca oscure visioni esoteriche. Dalle leggende alchemiche, ai misteri ebraici legati alla Cabala al mitico film “Der Golem” di Wegener. Proprio le città del triangolo magico, Torino, Praga e Lione, fanno da scenario a  quest’opera dedicata alla figura del Golem. La mitica statua-automa, animata dal potere delle parole magiche, vaga nella notte attraverso lo scenario delle tre città magiche alla ricerca del suo creatore. I percorsi si intersecano e si sovrappongono su più livelli. Il tradizionale sviluppo narrativo lascia spazio a un ipertesto affabulante, fatto di frammenti, emozioni e caleidoscopiche emozioni. Nero crea un’affascinante selva di suggestioni culturali, di simboli, di ombre espressionistiche, di sperimentazioni linguistiche e narrative che danno vita a un’opera coinvolgente, piena di stimoli e richiami, a un intermittente flusso di immagini di rara forza emotiva.

 
FRATELLI DI SANGUE

TITOLO: FRATELLI DI SANGUE
ANNO: 2008
REGIA: DAVIDE SORDELLA
CON: FABRIZIO GIFUNI, FABRIZIO RONGIONE, BARBORA BOBULOVA
MUSICHE: TEHO TEARDO
PRODUZIONE: 011  FILM
DISTRIBUZIONE: L’ALTROFILM

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Lella, Sergio, Roberto . Tre fratelli. Un incontro il giorno di Natale nello scantinato dei giochi da bambini. Dopo dieci anni di lontananza. Un passato misterioso da cui emergono ricordi lontani, uno dopo l’altro come frammenti che il tempo non ha perso. La danza tra anime legate per sempre. Una parola segue l’altra in dialoghi sempre più concitati, in gesti emblematici.
Le immagini della memoria appaiono più nitide mentre si comincia a percepire la presenza di un segreto mai detto. Inquietante. Nascosto in cantina. Sarà proprio in questo luogo che sentimenti di segno opposto ci sorprenderanno aggrovigliati. Nella loro intensità più devastante. 

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